BeccoGiallo - Lucca Comics & Games

Archiviato in: Novità, BeccoGiallo il 9 Novembre 2007 da BeccoGiallo | 1 Commento

Lucca Comics & Games 2007

Cari lettori, lettrici e amici
vi ringraziamo per essere passati a trovarci per conoscerci, raccontarci le vostre idee e darci tanti suggerimenti.

Ringraziamo anche tutti gli autori che hanno animato lo stand BeccoGiallo, i giornalisti, gli organizzatori e gli addetti ai lavori.

Quest’anno è stata un’edizione intensa ma davvero ricca di soddisfazioni.

BeccoGiallo ha vinto a il premio Gran Guinigi come “Miglior iniziativa editoriale”: “per l’impegno, la coerenza e il coraggio storiografico in un contesto politico e sociale in cui è diventato troppo facile dimenticare”.

E’ un piacere poter condividere con voi questo momento.

Grazie a tutti!

BecchiGialli

Autori allo stand BeccoGiallo

BeccoGiallo ritira il premio Gran Guinigi come “Migliore iniziativa editoriale”

Ilaria Alpi - il prezzo della verità

Archiviato in: Novità, Ilaria Alpi - Rizzo/Ripoli il 18 Settembre 2007 da BeccoGiallo | Nessun Commento

Il 15 settembre, alla festa nazionale dell’Unità di Bologna, è stato presentato “Ilaria Alpi – il prezzo della verità”, fumetto di Marco Rizzo e Francesco Ripoli edito dalla BeccoGiallo: un volume molto curato in ogni sua parte, completo di un corposo apparato redazionale. Mentre si avvicinava quella data, ho riflettuto a lungo su cosa avrei potuto dire nell’occasione, cercando di non scivolare nella banalità o nel “già detto”. Mi è venuto in aiuto un aneddoto del 24 settembre 2003, quando intervistai Giorgio e Luciana Alpi nella loro casa a Roma.
A volte in un’intervista alcuni particolari appaiono marginali, per poi riaffiorare prepotentemente alla memoria. Quel giorno di 4 anni fa, fu Luciana a farmi notare le immagini che ritraevano Ilaria in quel soggiorno; erano state scattate da Raffaele Ciriello, ucciso a Ramallah da militari israeliani il 13 marzo 2002. “Anche per la sua morte, una morte “strana” e tremenda come quella di Ilaria, non c’è giustizia…”, mi disse Giorgio.
Raccontai che, quando avevo cercato articoli per documentarmi sul “caso Alpi/Hrovatin”, mi ero imbattuto in un pezzo pubblicato da Epoca pochi mesi dopo l’omicidio; era firmato da Maria Grazia Cutuli, uccisa in un agguato in Afghanistan il 19 novembre 2001. Fu ancora Giorgio a dirmi “a proposito della Cutuli, l’articolo che scrisse pochi mesi dopo parlava di “una verità che non ci sarà mai…”. Mi sembrò strano sentire una cosa del genere detta da una giovane giornalista che parlava di una sua collega. E pensare questo a distanza di tempo, quando pensiamo alle “verità che non ci saranno mai” anche per Ciriello o la Cutuli ci fa davvero un’enorme impressione…”.

Non penso si possa liquidare queste coincidenze come strani casi in cui inciampa la nostra vita. Il destino crudele che unisce Ilaria, Miran, Maria Grazia, Raffaele (e molti, molti altri…) non è casuale. Ci ricorda quanto fare informazione, seriamente e senza limitarsi a fredde cronache di fonti ufficiali, comporti rischi pesantissimi; ma anche, purtroppo, che sotto questo aspetto 13 anni sono passati invano: pure recentemente abbiamo dovuto vedere, nel caso Mastrogiacomo, un giornalista liquidato (spiace dirlo, anche da certi suoi colleghi) come uno sventato, uno che “in fondo se l’è andata a cercare”.
Questo mi sembra un atteggiamento pericoloso e ancora profondamente radicato. Non basta dire poi, come ha fatto l’avv. Taormina nelle conclusioni della commissione parlamentare, che furono uccisi “due eroi del giornalismo”. Attenzione, non è mia intenzione alimentare altre polemiche circa l’operato della commissione: non ne condivido le conclusioni e le contesto, ma voglio ora soffermarmi su quella sola frase, indipendentemente dalla buona fede che la può sottendere. Non basta posare virtualmente una targa per onorare la memoria di Ilaria e Miran (e di tutti gli altri giornalisti caduti mentre svolgevano il proprio lavoro, un elenco lungo che qui non è possibile riportare, ma la cui esistenza appare almeno doveroso ricordare). Certi riconoscimenti possono servire solo ad alleggerire la coscienza, consegnando al Paese un ennesimo caso senza verità. Arrivare alla definizione del caso Alpi-Hrovatin è aspirazione delle famiglie segnate da quei lutti, e deve esserlo pure per l’intera società. In questa ottica si pone anche il lavoro di tutti quelli che hanno collaborato, a vario titolo, alla realizzazione del libro di Marco Rizzo e Francesco Ripoli.

Ho detto che non bado troppo alle casualità; mi trovo a contraddirmi già dopo poche righe. Solo due giorni prima della presentazione alla festa dell’Unità, e proprio sul TG3, ho visto un appello della vedova di Enzo Baldoni: chiedeva le fosse almeno restituito il corpo del marito.
Dal punto di vista personale sento particolarmente vicina la figura di Baldoni, un giornalista non professionista, un freelance che operava con impegno e serietà, cercando di mettere i propri scritti a servizio della “vera” informazione.
Anche lui, come Ilaria, ucciso mentre operava su un teatro di guerra.
Anche lui, come Ilaria, colpito da veleni. Forse in modo persino più smaccato e sgradevole di quanto è stato riservato ad Ilaria: solo la sua morte ha steso un velo pietoso su quelle definizioni (da “giornalista della domenica” a “caricatura dell’inviato speciale”, fino a “simpatico pirlacchione”) che gli furono riservate subito dopo il rapimento in Iraq.
Anche lui (e qui siamo davvero nel campo delle casualità) amava il fumetto. Era il traduttore della prima versione italiana del Dark Knight Return di Miller, nonché traduttore storico di Doonesbury: penso avrebbe accolto con piacere un lavoro a fumetti imperniato sulla vicenda Alpi/Hrovatin.

Nel mio intervento a Bologna ho voluto quindi ricordare Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Enzo Baldoni, accanto a Ilaria e Miran. Mi è piaciuto ricordare la richiesta di verità e giustizia dei genitori di Ilaria assieme all’appello della vedova Baldoni. Mi piace pensare che tutti quelli che hanno partecipato all’iniziativa bolognese e tutti coloro che leggeranno il fumetto di Rizzo e Ripoli si uniscono a quelle richieste.
Ho voluto ricordare che il senso di questo fumetto è quello di stringerci con Giorgio e Luciana nella loro battaglia (assieme a quanti, a cominciare dalla “Associazione Ilaria Alpi”, l’hanno condivisa in questi anni).
“Attenzione: leggere libri può causare indignazione”, è il motto della casa editrice Becco Giallo: anche noi, come Giorgio e Luciana, non ci arrendiamo alle “verità che non ci saranno mai”; l’indignazione sarà la molla del nostro impegno.

Francesco “baro” Barilli

Ilaria Alpi - mostra e presentazione a Bologna

Archiviato in: Novità, Ilaria Alpi - Rizzo/Ripoli il 30 Agosto 2007 da BeccoGiallo | Nessun Commento

Sono esposte in anteprima alla Festa dell’Unità di Bologna, fino al 17 settembre, le tavole di “Ilaria Alpi, il prezzo della verità”, in uscita a settembre. Il fumetto, scritto da Marco Rizzo e disegnato da Francesco Ripoli, racconta del brutale omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (che per conto del Tg3 indagavano sui loschi traffici in corso tra Italia e Africa) avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo 1994.

Le venti tavole esposte congelano diversi momenti delle ultime settimane di vita di Ilaria e Miran: venti estratti magnificamenti dipinti da Francesco Ripoli, con crudo realismo e appassionata cura del dettaglio, per un percorso che va dalla decisione di Ilaria Alpi di ripartire per la Somalia all’agguato per le strade di Mogadiscio.

E il 15 settembre, in una serata interamente dedicata a Ilaria Alpi, si svolgerà la presentazione ufficiale in anteprima nazionale del fumetto, alla presenza degli autori, dell’editore e di giornalisti quali Roberto Scardova (Tg3) e di Mariangela Gritta Grainer dell’Associazione Ilaria Alpi ed esperta del caso. Di seguito saranno proiettati spezzoni tratti da: “Nient’altro che la Verità” di Sabrina Giannini (Report), “Veleni di Stato” di Roberto Scardova e Sigfrido Ranucci e “In Somalia” di Francesco Cavalli e Alessandro Rocca.

Brancaccio - Mafia quotidiana

Archiviato in: Novità, Brancaccio - Di Gregorio/Stassi il 12 Luglio 2007 da BeccoGiallo | Nessun Commento

Palermo é una città bellissima. Soprattutto in questi giorni, quando il sole, come una grande mamma grassa, avvolge a se i suoi figli palermitani. Vedo per strada stranieri e italiani del “continente” che scelgono questa terra meravigliosa, come meta per le loro vacanze. E chi non lo farebbe. Anch’io lo farei… la Sicilia era la terra degli dei. Gli dei però, oramai, ci hanno abbandonato da tempo e i politici che ne hanno preso il posto chiudono bocche, orecchie e occhi dinnanzi alla disperazione che muta, urla per le strade dei quartieri.
Brancaccio , si sa, é uno di questi. Io e Giovanni ne abbiamo parlato abbondantemente nel nostro fumetto. E quel che abbiamo detto ha dato fastidio e continua a dare fastidio anche chi ,come noi ,parla in quel quartiere e predica la parola della legalità. La scuola padre Puglisi, a circa 20 metri da casa mia é stata attaccata da “vandali” 2 giorni fa. Un pulmino e un’auto del centro “Padre nostro”, fondato da don Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia nel 1993 a Brancaccio, sono stati danneggiati. tutto quello che si crea a Brancaccio viene distrutto. E le istituzioni? Tacciono. Un incontro al Palazzo delle Aquile con il Sindaco Diego Cammarata ha portato a conclusione che a Brancaccio serve: un centro per gli anziani e un campo di calcio per i bambini. E questo é tutto. Certo, é ovvio. tutti sanno che basta un tiro a pallone e una partita a bocce può sconfiggere la mafia, no? Lo dicevano anche i giudici Falcone e Borsellino, anche loro, purtroppo, vittime fastidiose di una politica troppo vicina alla logica mafiosa.
La mafia dei Riina la Mafia, dei Provenzano, a Palermo si é trasformata. Oggi la mafia pesa sulle spalle di quartieri come Brancaccio perché ha bisogno della sua povertà e della sua ignoranza. gli serve per promettere il posto di lavoro al figlio del mercante di frutta e verdura, al vecchio castagnaro, alla madre vedeva del marito ucciso. Promette un posto di lavoro che per loro, é molto: anzi è tutto. Per la mafia, invece, é il voto per la politica. Un voto che permetterà al candidato di turno di vincere contro l’avversario. E non importa se destra o sinistra, in entrambi i casi i brogli elettorali saranno soltanto la punta di un iceberg che troneggia su un oceano di falsità, bugie e promesse che mai manterranno e che in una vera democrazia mai nessuno dovrebbe promettere.
La Sicilia non ha bisogno di promesse non mantenute o mantenute solo per i soliti nomi, la Sicilia ha bisogno di segnali forti, veri e concreti che possano ridare dignità a quella gente che ogni giorno lotta contro non soltanto la logica mafiosa, ma anche contro un’istituzione egoista e omertosa.

Claudio Stassi

Ilaria Alpi - Richiesta l’archiviazione

Archiviato in: Novità, Ilaria Alpi - Rizzo/Ripoli il 12 Luglio 2007 da BeccoGiallo | Nessun Commento

(ANSA) - ROMA, 10 LUG - 17.52 La Procura della Repubblica di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta stralcio che era stata avviata dall’ufficio del pubblico ministero successivamente alla condanna per la morte di Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hovratin ad opera del somalo Omar Hashi Hassan. La sentenza, diventata ormai definitiva condanno’ il somalo a 26 anni di reclusione per i fatti accaduti in Somalia cioe’ a Mogadiscio il 20 marzo del ‘94 quando la giornalista del Tg3 e il suo operatore finirono in un agguato. Il fascicolo era rimasto aperto nell’ipotesi che si potessero identificare altri complici del duplice delitto ma ora i tentativi fatti dagli investigatori sono falliti e la Procura ha deciso di chiudere il caso. Per quanto riguarda Hashi due avvocati romani Antonio Moriconi e Natale Caputo hanno da tempo presentato istanza per riaprire il caso sostenendo che Hashi non ebbe alcuna responsabilita’ nel delitto.

Alcuni di voi avranno letto o sentito questa notizia, che giunge proprio nei giorni in cui si vocifera della possibilità di una nuova commissione d’inchiesta alla Camera sul caso Alpi/Hrovatin. La decisione della Procura di Roma e del sostituto procuratore Franco Ionta ha scatenato un coro di polemiche, con in testa i genitori della Alpi, Giorgio e Luciana, che si dichiarano “offesi, delusi e amareggiati”. Ma cosa vuol dire questa richiesta di archiviazione? Le possibilità, effettivamente, sono due. O davvero, come ha lasciato intendere Luciana Alpi in un’intervista al Tg3, il “caso” intorno alla figlia continua a creare fastidi a qualcuno, oppure, se vogliamo credere nella Giustizia, l’archiviazione precede un’eventuale riapertura del caso già considerata dalla Procura, visto che nel caso di assoluzioni o condanne si perderebbe la speranza per qualsiasi riapertura. Una situazione simile a quella che si è prefigurata per il “caso Rostagno”, vicenda molto più vicina di quanto si possa pensare a quella della Alpi. Comunque sia, si tratta ancora una volta di una situazione spiacevole e controversa, che rende ancora più torbida la vicenda e scatena l’indignazione di chi è ancora attento a queste vicende. Troppo pochi, però.

Per approfondire: www.ilariaalpi.it

BeccoGiallo - Fiera Internazionale del libro, Torino

Archiviato in: Novità, BeccoGiallo il 5 Giugno 2007 da BeccoGiallo | 3 Commenti


Torino 2007

Forse siamo fuori tempo massimo.
Però ci tenevamo a mostrarvi la prima di BeccoGiallo al Salone del Libro.
A ringraziare tutti quelli (quanti!) che sono passati a trovarci fin dal primo giorno.

A manifestare tutta la nostra solidarietà ai colleghi di Torino Comics: noi crediamo in un futuro migliore.

BecchiGialli


Gli autori Alex Boschetti e Andrea Vivaldo

Ilaria Alpi - Il passo del gambero

Archiviato in: Novità, Ilaria Alpi - Rizzo/Ripoli il 17 Maggio 2007 da BeccoGiallo | Nessun Commento

Se vedessimo da un punto di vista assolutamente freddo (e un po’ cinico) la tragica vicenda di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ci troveremmo davanti a una vicenda che ha tutti gli ingredienti di una storia à la “intrigo internazionale”. Due personalità forti e ben caratterizzate, all’interno di un intreccio fatto di spie, informatori, killer, interessi finanziari enormi e traffici intercontinentali, elementi che conducono a una sorta di giallo. Da narratore, dovevo cercare di rendere intrigante la storia, e non didascalica e noiosa come rischiano di essere le ricostruzioni. Ecco che quegli elementi di cui sopra, però, lasciano il tempo che trovano quando il lettore sa già “come va a finire”. Si presuppone, infatti, che la maggior parte delle persone che acquisteranno il nostro libro, conoscano anche a grandi linee la storia di Ilaria e Miran, sapendo della loro triste sorte. Ho deciso, quindi, di partire dalla fine, di raccontare al contrario la vicenda, partendo dall’omicidio. La trama da “giallo”, che spero incolli il lettore sulle pagine, va quindi fino a esplorare, nel passato, le indagini di Ilaria e conseguentemente le ragioni dell’omicidio. Ovviamente, suggerendole, visto che ancora oggi i retroscena sono oscuri. Nei sei capitoli che compongono la storia, si va da quel fatidico 20 marzo 1994 del duplice omicidio fino a pochi giorni prima della partenza. In conclusione, c’è un epilogo, molto più indietro nel tempo, profondamente chiarificatore della situazione su cui a quanto pare stava indagando.
Qui sopra vedete lo schizzo preparatorio di due vignette di Francesco Ripoli. Il soggetto è la villa del Sultano del Bosaso, dove avviene un importante incontro rivelatore per Ilaria e Miran.

Marco Rizzo

Ilaria Alpi - Primo Colpo

Archiviato in: Novità, Ilaria Alpi - Rizzo/Ripoli il 8 Maggio 2007 da BeccoGiallo | Nessun Commento

Nel caso della Somalia, o forse di tutte le sue colonie, lo stato
Italiano ha dovuto sopportare il “peso” del post-colonialismo, più di
quanto ha tratto vantaggio dalle risorse dei territori conquistati. Come
è riuscito a trasformare da “peso” a quasi un vantaggio, in alcuni casi,
la situazione disastrata del “Corno d’Africa” è un mistero. Anzi, è uno
di quei misteri in Italia, di cui si intuisce la risposta ma
difficilmente la si esplicita. Qualcuno ci ha provato, qualcuno ha pagato.

Ilaria Alpi, inviata del Tg3, e Miran Hrovatin, operatore, sono stati
brutalmente assassinati a Mogadiscio, dove si trovavano per un inchiesta
giornalistica, il 20 marzo 1994. BeccoGiallo mi ha offerto di raccontare
la loro storia, indagando un po’ sulle motivazioni e i retroscena ancora
oscuri, in un volume che uscirà questo autunno. Era da tempo che mi
auguravo di poter collaborare con questo editore e di unire così le mie
due passioni e professioni, il giornalismo e il fumetto… spero di
essere all’altezza della loro fiducia.

Ad accompagnarmi in questa avventura (che è forse il fumetto più
ambizioso e ad oggi più lungo in cui mi imbarco), l’ottimo Francesco
Ripoli
, bravissimo disegnatore toscano qui alla sua prima pubblicazione
che, ne sono certo, riuscirà a stupirvi con un segno maturo, efficace e
personalissimo. I “BecchiGialli” credono molto in questo progetto, che
vedrà come di consueto un apparato redazionale di contorno a cura del
sottoscritto e del giornalista Francesco Barilli, oltre che interventi
di penne celebri che via annunceremo prossimamente. Nelle mie capatine
su queste pagine elettroniche, oltre a mostrarvi nuovamente alcune
vignette disegnate da Francesco, vi spiegherò il mio approccio con
questa vicenda tanto contorta quanto drammatica.

Marco Rizzo

Porto Marghera - Coming soon!

Archiviato in: Novità, Porto Marghera - Calia il 13 Aprile 2007 da BeccoGiallo | Nessun Commento

Disegno Copertina

Ultimo post per quanto riguarda il making of di Porto Marghera - La legge non è uguale per tutti. Ultimo semplicemente perché… il libro è in stampa!
Sono stati giorni frenetici ma ce l’abbiamo fatta. Finito di disegnare abbiamo affrontato insieme con gli editori tutta la parte redazionale, che nella tradizione BeccoGiallo approfondisce il tema del fumetto mettendo in sequenza la cronologia degli eventi. Una cronologia lunghissima! Perché in effetti a Marghera sono successe un sacco di cose. Poi la lunga fase di editing dei testi, faticosa ma essenziale per fare venire fuori un libro senza errori! E non ultima per importanza, la prefazione di Gianfranco Bettin… che per quanto riguarda me come autore di fumetti sarà uno dei testi dei miei lavori che conserverò per un bel po’ nel cuore… e mò basta che mi commuovo!

Ancora un po’ di giorni e, a partire da Napoli Comicon, finalmente inizierà a girare e (speriamo bene!) a essere letto.

Presto renderemo note le date di un micro-tour di presentazioni post-Napoli.
Intanto vi lascio con la prima versione del disegno di copertina, sperando che vi troviate presto in mano quella definitiva!

Baci,
c.

Porto Marghera - Altro che disegno…

Archiviato in: Novità, Porto Marghera - Calia il 6 Marzo 2007 da BeccoGiallo | Nessun Commento

Struttura Porto Marghera

Annego tra le tavole di Porto Marghera - La legge non è uguale per tutti. In questa fase, in cui molto è disegnato e tantissimo è scritto, torno a rivalutare il montaggio, le sequenze, i singoli capitoli. Mentre per assurdo dovrei stare come un automa al tavolo da disegno a finire le pagine già impostate, torno con la matita alla struttura globale dell’intero libro, per rendere il tutto più armonico. Mentre disegnare sarebbe rilassante e mi avvicinerebbe alla fine, rimetto in discussione alcuni aspetti narrativi del volume riempiendo il tavolo di schizzetti come questo qui sopra.
Non manca più così tanto…

A presto!
c.