La città di CAP

17,00 

UNA GRAPHIC NOVEL SULLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO NEL MONDO MODERNO.

In una città dove il sole splende ventiquattr’ore al giorno e il mito della produttività cancella ogni diritto, una giovane donna si mette a capo di una rivoluzione che restituisce voce agli sfruttati e rovescia il regime dei capi.

ISPIRATA ALLA STORIA DI JEAN PIERRE YVAN SAGNET, GIOVANE CAMERUNENSE CHE NEL 2011 DIVENTA IL LEADER DEL PRIMO SCIOPERO DEI BRACCIANTI IN ITALIA.

La città di Cap è ispirata alla storica impresa di Jean Pierre Yvan Sagnet: grazie a lui, il caporalato oggi è riconosciuto nell’ordinamento giuridico italiano come reato. Non solo, la sua azione ha dato avvio al primo processo su scala europea contro alcuni imprenditori che sfruttavano manodopera.
Nonostante il suo coraggio e il suo impegno, la situazione del lavoro bracciantile in Italia è ancora largamente al di sotto della soglia del diritto.
Ne La Città di Cap gli autori immaginano una realtà distopica, ambientata in un futuro non troppo lontano, che mostra le conseguenze di una progressiva erosione dei diritti e consegnano la rivoluzione nelle mani di una donna giovane, nera e sfruttata. Una persona umile che, dal gradino più basso della società, muove le coscienze, accende il senso civico, innescando una rivolta alla riscoperta dei diritti, capace di cambiare il destino di molti. Così, Cap, presentataci come una città ordinata, funzionale, perfetta, quasi paradisiaca, in realtà si rivela essere infernale, mentre l’imperfezione di un sogno è in grado di restituire libertà e umanità.

Lo sfruttamento non era solo circoscritto al lavoro, si declinava in tutta una serie di altri aspetti. Eravamo costretti a pagare ai caporali qualsiasi cosa. Cinque euro per essere accompagnati dal ghetto ai campi di raccolta. Viaggiavamo in condizioni disumane, su furgoncini fatiscenti. Eravamo stipati come le sardine e spesso costretti a stare in piedi per tutta la durata del percorso. I mezzi di trasporto abilitati per nove persone ne contenevano quasi il triplo. Costretti a pagare al caporale 3,5 euro per un panino e 1,5 euro per una bottiglia di acqua. Viste la quantità di ore di lavoro e le alte temperature climatiche (42° gradi al sole), succedeva spesso di stare male durante la raccolta, e se necessitavi di cure, il caporale prendeva 20 euro per portarti all’ospedale.
Non era sfruttamento! Era schiavitù!

dalla prefazione di Jean Pierre Yvan Sagnet

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Descrizione

Titolo: La città di CAP
Autor*: Maria Iovine & Silvestro Maccariello, disegni di Irene Carbone & Erica Grillo. Prefazione di Jean Pierre Yvan Sagnet.
Caratteristiche: 104 pp. col., brossura con alette
ISBN: 9788833142098